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	<title>100 TROIE &#187; sesso al telefono</title>
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		<title>Casalinghe Fetish al Telefono</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Mar 2009 16:00:27 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Man mano che i giorni trascorrevano senza notizie di Paola, l&#8217;ansia aumentava. Quando si aprì la porta, si presentò davanti a me una bellissima donna, sulla trentina, con un corpo meraviglioso. Mi sporsi verso di lei per baciarla. Intanto la figa si era riposata ed uno di loro si mise sotto il tavolino in un altro ripiano per fotterla nella fregna. Le gambe allargate, con l&#8217;indice ed il medio della mano sinistra si teneva aperte le grandi labbra, mentre con il medio della destra lasciva cadere alcune gocce di latte sul suo clitoride, rosso e gonfio. Non era certo la prima volta che vedeva una donna a seno nudo, ma lei era Eleonora. Rimasi immobile per qualche secondo. Immobilità e movimento erano sapientemente dosati. Mi allontanò le mani dicendo, falle sentire quanto sono brava. Cercò, con la lingua, la lingua di Francesco. La salutai e lei mi disse: &#8220;Dopo quello che c&#8217;è stato un bacio me lo puoi dare, no?&#8221; &#8220;Beh&#8221;â€¦ Neanche il tempo di parlare e le nostre lingue si toccarono per mezzo minuto buono, dopodichè disse al mio orecchio: &#8220;Guarda che il divaricatore non era lì per caso. &#8220;Ti avevo visto giÃ¡ da lontano, non eri ancora arrivato e mi stavo preoccupando, quando ho visto ribaltare la tua jeep. Sedeva a tavola accanto a me, ed io non riuscivo a staccare gli occhi dalla scollatura della sua camicetta di seta bianca, intravedevi i suoi seni avvolti in un reggiseno di pizzo nero, e fantasticavo. &#8220;Questo punto del tuo corpo merita un attenzione particolare&#8221; Le sue labbra andarono in aiuto alle mani e si posarono sul suo membro Dopo due ore erano stesi di fianco nudi su una pelliccia davanti al camino. Appoggiai il pene eretto e palpitante al pertugio cercando di penetrarla. Da sotto con quel tempo e la notte che stava scendendo chi avrebbe potuto vederci? Così appoggiata al corrimano, e pensare che soffro anche di vertigini, lui mi ha alzato la gonna e con una rapidità inconsueta con pochi colpi violenti abbiamo finalmente sfogato la tensione che era ormai diventata insostenibile poi un po&#8217; fradici ma felici siamo rientrati e galleggiando nella nostra beatitudine ci siamo avviati verso la macchina adesso lo shopping piace anche a lui,. Piano piano lo allargò fino a superare la larghezza raggiunta dal divaricatore. (niente di strano lo aveva fatto più volte)io però mi eccitai a tal punto che le venni in bocca, lei come sempre inghiottì tutto aggiungendo la mia sborra al quintale di sperma che aveva nello stomaco. Succhiai immediatamente il tacco e leccai la suola di queste calzature da favola, immaginandomi calpestato e torturato da esse, cominciando in seguito a lucidarle con la mia saliva e con panno che era stato appositamente lasciato nei pressi. Le riempii la bocca di sperma, lei venne insieme a me, rivoli di saliva mista a sperma le colava dai lati della bocca mentre mi sorrideva felice. Casalinghe Al Fetish Telefono.Con questo nuovo giochino cominciò a masturbarmi in un azione dove dolore e piacere si mescolavano in un altalenarsi di emozioni fortissime. Si sfilò i molti braccialetti che appoggiò sul comodino. Qui ebbi la prima sorpresa: non v&#8217; era traccia di mutandine e la sua fica già gocciolava inumidendo il cuscino della sedia. Subito dopo di nuovo in macchina e di corsa verso casa sua. I suoi capelli lunghi e castani erano ora tirati all&#8217;indietro accentuando il trucco molto forte del suo bellissimo viso, che le dava un aspetto molto più cattivo. Si tolse anche le mutande: il minuscolo triangolino bianco del tanga era macchiato dal triangolo ancora più piccolo del pube nero. Molly aveva sbagliato. &#8221; &#8220;Sì, scusa l&#8217;interruzione, ma ti sei spiegata perfettamente. Nonostante il caldo afoso di quei giorni aveva la pelle asciutta e profumata: affondai la testa sui suoi seni inebriandomi della fragranza delle sue carni. Decidemmo anche di comune accordo la data e l&#8217;ora del nostro incontro, nonchÃ© il prezzo della sessione. Il trattamento cominciò con 27 colpi di un gatto a nove code leggero che incassai senza problemi. Cercai di consolarla dicendole che tutti in gioventù facciamo errori nel valutare le persone che ci circondano, ma non volevo solo consolarla, volevo in qualche modo conquistarla. Era difficile salire per quelle strette scale in quel modo; l&#8217; ho mollato e sono salita di nuovo di corsa fino a raggiungere l&#8217;ultimo piano dove c&#8217;erano i turisti. Nelle settimane seguenti la frequenza con la quale usciva a prendere nuove videocassette aumentava progressivamente e lei tornava a casa sempre più tardi, sempre più sconvolta! ed io sapendo quello che andava a fare prima di uscire la guardavo prepararsi tutta nuda con solo il reggicalze i capezzoli eretti e la figa che gocciolava fino a terra (aveva tutte le gambe bagnate), cominciai a pensare di avere una moglie proprio troia. Visto che hai perso il tuo appuntamento, se non hai niente di meglio da fare, perchÃ© non vieni con me a fare un giro turistico? &#8211; - Con una vecchietta? &#8211; fece lui. Si sdraiò sul grande letto, e con l&#8217; indice e il medio si allargò la fica sempre molto bagnata, chiedendomi di leccarla. &#8211; Se fai così non andremo d&#8217;accordo, disse deciso. Laura, la figlia della mia dipendente, si era seduta sul sedile posteriore e quasi non riuscivo a vederla tanto era rannicchiata in un angolo. Arrivati davanti ad un antico letto tutto di ferro sbattuto, lei con una spinta mi ci fece sdraiare sopra, quindi si distese vicino a me. Nevicava talmente forte che non riusciva a vedere niente, c&#8217;era una nebbia molto fitta, come faceva? Doveva ancora trovare il chalet di montagna di Cassie. Fetish Telefono Casalinghe Al.Indossava una gonna molto corta di pelle lucida nera, con un reggiseno dello stesso materiale. Scendemmo dalla macchina e davanti la porta della casa. Il giorno della festa, la ragazza timida che conoscevo aveva subito una metamorfosi. &#8220;Guardati ora, che ne pensi?&#8221; disse Elisa. Poi si mise al suo fianco e avvicinò al suo volto a quello della ragazza. &#8220;Vieni con me!&#8221; vedeva tutto in modo poco chiaro, data la botta. A malavoglia riavviai la macchina e ripresi il cammino verso casa sua. 27 Padrona&#8221; Mi slegò dalla precedente posizione e mi ordinò di mettermi a pancia in giù su un cavallo immobilizzandomi immediatamente braccia e gambe, e lasciando il mio sedere indifeso ed esposto a qualunque sua voglia sadica. E piu&#8217; il micio leccava, goloso. -Dai rispondimi. L&#8217;afferrai per il polso e la trascinai dolcemente sopra di me. Cominciò a saltare sul letto, ed i balzi, man mano, diventavano sempre più alti. Un secondo dopo ed ero già travolto in un turbine di baci incontrollabile. Non era nessuno degli invitati ne&#8217; il padrone di casa: quello che si stava avvicinando a noi era uno dei due cani da guardia, uno splendido alano grigio cenere. Aveva unito due letti per farne uno grande ma l&#8217;operazione non era riuscita alla perfezione. Jenny l&#8217;avrebbe ucciso. Per un tempo che sembrava infinito, Eleonora continuò a prenderglielo in bocca. Dopo poco si fu ripresa, accese di nuovo il motore e subito di nuovo a correre sulla strada. Mi legò quindi a pancia in su un lettino e mi disse che il mio aspetto non era degno della sua presenza, essendo le mie parti intime non depilate. Mentre anche Andrea provvedeva a tirarlo fuori, lei scivolò sotto il tavolino, sfilò le scarpe per non rovinarne la punta, e prese a succhiare golosamente quei due membri turgidi. Al Telefono Casalinghe Fetish.Roberto si inginocchiò davanti a me ed iniziò a leccarmi la passerina. Ora fatti visitare&#8221; Mi sedetti sul lettino e appoggiai le gambe sui divaricatori. Questa volta aveva deciso di impedirmelo, ma io questo non lo sapevo ancora quando la raggiunsi. La posizione però non era giusta. La bocca di Eleonora era infaticabile. Superai a stento la resistenza delle labbra esterne ancora non avvezze alle deflorazioni e mi spinsi lentamente in profondità fino a poggiare il pube alle sue natiche. Esuberante, sempre al centro dell&#8217;attenzione, sempre pronta a tener testa ai ragazzi in ogni conversazione. Io giacevo esausto sul divano, lei staccò le sue labbra dalle mie e dopo aver preso una salvietta iniziò a pulirmi con un amore e con una cura che non avevo mai visto prima. Nello stesso momento Melissa con il manico della spazzola mi penetro&#8217; da dietro, muovendolo avanti e indietro, sempre piu&#8217; in profondita&#8217;. &#8220;Ora è lì, me lo chiederai tu di allargarlo&#8221;. Ma non mi bastava ancora, e l&#8217;occhio mi corse alla borsa vicino alla sdraio: si intravedeva il vibratore che mi portavo sempre dietro. Lui faceva di nuovo un passo avanti, col cuore in gola, presupponendo che lei si fosse scostata, ma continuando a non vederla nell&#8217;angolo buio vicino alla porta in cui erano. Elisa, con mosse abili, dopo essersi infilata i guanti, mi lubrificò la vulva e mi inserì lo speculum per esaminarmi. Fortunatamente non portava nessun maglione abbondante. Mia moglie insieme all&#8217;amica erano diventate il centro dell&#8217;attenzione di tutti gli uomini della spiaggia, seni sempre nudi, microscopici tanga di stoffa leggera che, uscendo dall&#8217;acqua diventavano completamente trasparenti insinuandosi in ogni minima piega del loro sesso perfettamente depilato; cosi&#8217; si sdraiavano a prendere il sole a pancia all&#8217;aria con le gambe leggermente divaricate, tirate a lucido dall&#8217;olio solare, felici di catturare gli sguardi arrapati dei maschi che ronzavano intorno. A malavoglia riavviai la macchina e ripresi il cammino verso casa sua. &#8220;Vienimi in bocca, fammi sentire come godi&#8221; le dico infilandole tutta la lingua nella fica e cominciando a leccarla. Per distrarsi cercò di continuare a pensare alla donna a cui stava pensando prima, a Eleonora. Cercai di rallentare i movimenti della sua mano, cercai di permettere allo scroscio d&#8217;acqua della doccia di colpirlo, ma non riuscii a trattenere il mio cervello. Mi sono rialzata in piedi e l&#8217;ho visto piuttosto contrariato. Casalinghe Fetish Al Telefono.CON LA LINGUA SCESI E LE ANDAI A LECCARE LA FIGA ORMAI BAGNATA. Non era stato segnalato per radio e non doveva essere quindi di grandi proporzioni. Allora ci siamo ritrovati da soli, gli ho preso la mano e dopo essermi tirata su la gonna me la sono portata tra le gambe. I suoi movimenti meccanici, non evidenziavano eccessiva partecipazione. 27 sferzate di inaudita violenza con un &#8220;cane&#8221; molto rigido. Quando vidi mia moglie prepararsi, si stava spogliando tutta rimanendo in reggicalze, capii che stava andando a prendere una videocassetta, aveva la fregna gocciolante di eccitazione, io allora uscii velocemente per precederla nel negozio dove il solito grassone aveva preparato uno stanzino con uno specchio dal quale avrei potuto riprendere mia moglie mentre si offriva a sconosciuti. Dopo alcuni istanti, visto che rimaneva immobile, mi avvicinai di nuovo al suo sedere e le baciai le natiche un po&#8217; umide; posi poi le labbra sul buchino e lo solleticai impercettibilmente con la lingua. ma cosa ti avrei attaccato?&#8221; Domando stupito. Un colpo di genio. I capezzoli, infiltrati con collagene per aumentarne il volume, le rimanevano perennemente duri e sporgenti. Non poteva certo lamentarsi di come stavano andando le cose. Ben presto la resistenza opposta da Chiara cessò. Sentii il fondo dell&#8217;armadio sotto il sedere e mi ci appoggiai, non sapevo da che parte fossi girato, mi sentii prendere le gambe e spingerle all&#8217;interno, dopodichÃ© vennero fissate con legacci alle caviglie e alle ginocchia. Scivolò sotto la camicia fino a sentire la base del reggiseno tra le dita, soppesò le coppe dei seni con le mani e poi le strinse le tette con foga, continuando ad affondarvi la faccia in mezzo e mormorando &#8220;Eleonora, Eleonora&#8221;. Io aprii gli occhi e la vidi seduta sopra di me con un sorriso malizioso. La proprietaria, una mia dipendente, sembrava proprio nei guai. &#8221; Tremai sentendo quelle parole, l&#8217;avevo provocata, è vero, ma in cuor mio credevo si sarebbe fatta impietosire e mi avrebbe liberato dopo poco, come aveva sempre fatto fino ad allora. Cominciarono ben presto a ridacchiare. Sembrava che potesse non finire mai. Agivo e mi guardavo all&#8217;azione e cominciai a muovermi ritmicamente come se lo stessi facendo tenendomi il cazzo tra le mani. Fetish Casalinghe Telefono Al.</p>
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